Finning, il massacro silenzioso degli squali

Gli squali, padroni ancestrali degli oceani, popolano i nostri mari da oltre 400 milioni di anni. Sono simboli di potenza, agilità e mistero, eppure oggi, a causa di una pratica crudele e insensata, il loro futuro è appeso a un filo. Si tratta del finning, ed è una delle principali cause del declino globale degli squali. Un massacro silenzioso che pochi conoscono, ma che sta cambiando per sempre il volto dei nostri oceani.

Che cos’è il finning?

Il finning è una delle pratiche più brutali legate alla pesca. Consiste nel catturare gli squali, amputare loro le pinne, spesso mentre sono ancora vivi, e rigettare il corpo mutilato in mare. Privato delle pinne, lo squalo non riesce più a nuotare, lentamente affonda sul fondo dell’oceano e muore soffocato o divorato da altri predatori.

Tutto questo per soddisfare la domanda crescente nel mondo di pinna di squalo, considerate un ingrediente di lusso nella cucina asiatica, soprattutto per la celebre zuppa di pinne di squalo. Il valore delle pinne sul mercato può essere centinaia di volte superiore a quello della carne di squalo, rendendo questa pratica economicamente vantaggiosa e letalmente distruttiva.

Finning, il massacro silenzioso degli squali, squalo pinna bianca (Triaenodon obesus) morto con pinna tagliata sul fondale marino.
2JJ5DP1 Fin fishing, dead Whitetip Reef Shark (Triaenodon obesus) with cutted fin on seabed, illegal fishing method in Andaman Sea, Thailand, Asia

Le specie più minacciate

Non tutti gli squali sono colpiti allo stesso modo. Alcune specie, più ambite per la dimensione o la forma delle pinne, sono ormai sull’orlo dell’estinzione. Tra le specie più minacciate ci sono:

  • lo squalo azzurro: specie purtroppo non protetta e riconoscibile per il suo colore blu metallico;
  • lo squalo martello: riconoscibile per la sua testa caratteristica, è tra i bersagli preferiti;
  • lo squalo mako: famoso per la sua velocità, vittima sia per le pinne che per la carne;
  • lo squalo seta: pescato intensivamente per il commercio globale;
  • Squalo volpe: facilmente riconoscibile per la lunghissima coda a forma di frusta.

Secondo l’IUCN, oltre il 30% delle specie di squali è oggi minacciato di estinzione, e il finning ha un ruolo diretto in questo dramma.

Alcuni squali azzurri deceduti sull'arenile dopo essere stati pescati.
Alcuni squali azzurri deceduti sull’arenile dopo essere stati pescati.

Dove viene praticato maggiormente?

Le acque internazionali, senza controlli né giurisdizione chiara, sono il teatro principale del finning. In particolare nell’oceano Pacifico, soprattutto nei pressi delle grandi rotte commerciali. Nell’oceano Indiano, dove la sorveglianza marittima è scarsa e si tratta di un area dove viene fatto molto uso di pinna di squalo.

Pacifico Occidentale e regioni dell’Asia Sud-Orientale, vicine ai principali mercati di consumo. Anche dove il finning è ufficialmente vietato, come nell’Unione Europea o negli Stati Uniti, il rispetto delle regole è difficile da garantire in mare aperto.

Il finning nel Mediterraneo

Sembra incredibile, ma anche il nostro Mar Mediterraneo è coinvolto. Secondo recenti rapporti, il Mediterraneo è uno dei mari più pericolosi al mondo per gli squali: oltre il 50% delle specie presenti è a rischio estinzione.

In Italia, Grecia e Spagna la pesca accidentale di squali è ancora un problema. Anche se il finning vero e proprio è meno diffuso rispetto all’Asia, i controlli non sono sempre efficaci, e le carenze legislative passate hanno lasciato strascichi ancora evidenti.

Mercato asiatico con pinne di squalo.
Mercato asiatico con pinne di squalo.

Chi consuma pinne di squalo?

Il consumo di pinne di squalo è fortemente radicato nella cultura di alcuni Paesi asiatici.
I principali consumatori sono: Cina, dove la zuppa di pinne è tradizionalmente servita durante matrimoni e banchetti prestigiosi.

Hong Kong, epicentro mondiale del traffico di pinne. Taiwan, Thailandia e Vietnam, dove le pinne trovano spazio anche nella medicina tradizionale.

Sebbene campagne di sensibilizzazione abbiano iniziato a cambiare le abitudini di consumo (ad esempio in Cina, dove il consumo è diminuito negli ultimi anni), il mercato rimane ancora gigantesco e lucrativo.

E in Italia?

In Italia il consumo diretto di zuppa di pinne di squalo è raro, ma esiste: alcuni ristoranti etnici sono stati coinvolti in casi di importazione illegale. Molto più diffuso è il consumo inconsapevole di carne di squalo, venduta sotto nomi più rassicuranti come palombo, nocciola di mare o vitello di mare e a volte venduto come pesce spada.

Nonostante i divieti europei contro il finning e severe regolamentazioni, i controlli, specialmente sulle importazioni, sono ancora insufficienti.

Un oceano senza squali?

Gli squali sono fondamentali per la salute degli oceani: da veri “regolatori” dell’ecosistema, controllano la popolazione di altre specie e mantengono l’equilibrio della catena alimentare.
La loro scomparsa avrebbe conseguenze catastrofiche, con un effetto domino su tutto l’ecosistema marino e quindi anche sulla pesca, sul turismo e sulla vita stessa negli oceani. Proteggere gli squali significa proteggere il futuro del mare.

Proteggere gli squali significa proteggere il futuro del mare

Se vogliamo continuare a vivere su un pianeta ricco di vita, dobbiamo fermare il finning adesso. Sostenere associazioni che lottano contro la pesca illegale, evitare prodotti derivati dagli squali e diffondere consapevolezza sono piccoli grandi gesti che possono fare la differenza.