MEDITERRANEAN SEA

“L’effetto della pesca commerciale sulla biodiversità marina è comparabile all’effetto che avrebbe un grande asteroide che impatta sulla terra.” Daniel Pauly

Un progetto di Blue Conservancy

Il progetto Overfishing è una dichiarazione di intenti tra Blue Conservancy e gli oceani di tutto il pianeta. Siamo in prima linea per raccontarvi quello che noi essere umani stiamo facendo agli ecosistemi marini.

Ma cosa significa overfishing?

Con questo termine indichiamo le attività di pesca commerciale che effettuano il prelievo o la cattura di risorse ittiche più velocemente di quanto questi riescano a riprodursi.

Quale impatto sugli oceani?

L’eccessiva richiesta di prodotto ittico sta decimando e portando all’estinzione un gran numero di specie che vivono nei nostri mari. Come scrive Daniel Pauly in suo libro “L’effetto della pesca commerciale sulla biodiversità marina è comparabile all’effetto che avrebbe un grande asteroide che impatta sulla terra”.

La nostra missione è proteggere gli oceani.

230.000

Catture accidentali

Con catture accidentali ci riferiamo a catture o uccisioni non intenzionali di specie acquatiche non bersaglio mentre si pesca un’altra specie bersaglio. Le catture accidentali sono una delle principali cause di mortalità di cetacei, tartarughe marine e squali.

150.000

Tartarughe marine

Le tartarughe marine sono vittime della pesca accidentale (bycatch). Ogni anno nel Mediterraneo circa 150mila tartarughe marine vengono catturate accidentalmente e di queste più di 40mila muoiono.

100.000

Squali

Molti squali e razze del Mediterraneo sono vittima di catture accidentali realizzate con attrezzi come i palangari di superficie o reti a strascico. Alcuni vengono tenuti a bordo e venduti, altri vengono scartati.

Sostieni questo progetto.

Sostieni Blue Conservancy Onlus. Grazie al tuo aiuto potremo continuare a lavorare per proteggere gli oceani. Blue Conservancy è una onlus che si occupa di tutela delle tartarughe marine in Calabria. Gestisce il Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone dal 2006 e ad oggi ha curato e rilasciato in mare, centinaia di tartarughe marine vittime della pesca commerciale.

Come nasce Overfishing

La genesi

All’inizio di quest’estate, durante una serata in pizzeria, insieme ad Edoardo ed Elisa, che si trovavano a Brancaleone per l’attività di volontariato presso il Centro Recupero Tartarughe, ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la problematica della sovrapesca.

Un progetto lungo anni

Era da anni che avevo in mente di realizzare un documentario su questa tematica, ma non avevo ancora trovato le persone giuste per farlo. Mentre stavamo cenando affacciati sul mare, mi è tornato in mente quel vecchio progetto e ho lanciato la proposta ai ragazzi: “facciamo un documentario!”.

Lo smarrimento

Dopo un iniziale smarrimento Edoardo ed Elisa si sono guardati negli occhi e un instante dopo hanno accettato la sfida. Il giorno seguente eravamo già pronti ad iniziare le riprese. Da quel momento abbiamo intrapreso un lungo viaggio durato tutta estate e che ci ha portato in giro per la Calabria, la Sicilia e persino in Lombardia per scoprire quali sono le cause principali della sovrapesca.

Un lavoro duro

Le sveglie alle 5 del mattino, le decine di tuffi per le riprese subacquee, le stesure dei testi e le registrazioni audio, sono state il nostro pane quotidiano durante la realizzazione del progetto. Abbiamo intervistato professori, esperti di tartarughe marine, pescatori e istruttori subacquei per cercare di unire le tessere e ricostruire il puzzle. Abbiamo percorso migliaia di km e registrato di ore immagini straordinarie.

La voglia di raccontare una storia

È stato un progetto ambizioso e ci è costato molta fatica, ma alla fine lo abbiamo portato a termine. Tutto questo per denunciare l’incontrollato sfruttamento del Mar Mediterraneo e degli oceani. Continueremo a lavorare per creare contenuti di questo tipo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica questa problematica.

Un progetto per salvare il Mediterraneo

In un recente studio pubblicato dalla FAO è emerso che il Mar Mediterraneo è uno dei mari più sovrasfruttati al mondo. Blue Conservancy affronta questa problematica da molti anni, ma siamo consapevoli del fatto che questo argomento sia poco trattato e che la maggior parte delle persone non ne sia a conoscenza.

Abbiamo deciso di produrre questo documentario e distribuirlo gratuitamente su YouTube, per dare la possibilità a chiunque voglia documentarsi su questa tematica, di avere un punto di riferimento per iniziare a conoscere quello che si nasconde dietro questo mondo misterioso.