Marine Animals Biodiversity Bruv

Ci preoccupiamo per gli ecosistemi del Mediterraneo e per tale motivo abbiamo dato vita al progetto MABB (Marine Animals Biodiversity Bruv) per monitore lo stato della biodiversità marina attraverso la metodologia BRUV.

Un progetto di Filippo Armonio e Edoardo De Pasquale

La nostra missione è proteggere gli oceani.

Blue Conservancy è da sempre in prima linea nella protezione degli oceani. Da una semplice idea abbiamo realizzato un progetto di monitoraggio ambientale. Lo scopo è quello di raccogliere dati, con il fine di comprendere lo stato di salute di alcune aree specifiche del Mediterraneo.

Sali a bordo con noi!

Sono aperte le iscrizioni per la Sea Turtles Experience 2024, un progetto di Blue Conservancy per salvare le tartarughe marine in Calabria. All’interno del programma sono previste anche le sessioni di monitoraggio del progetto MABB. Tutti i partecipanti della Sea Turtles Experiece, potranno salire a bordo con il nostro personale per vivere anche questa esperienza.

Perché questo progetto?

Impatto antropico senza precedenti

L’impatto generato dalle attività umane sugli ecosistemi marini di tutto il mondo, negli ultimi anni, ha raggiunto livelli preoccupanti. La perdita di biodiversità e il conseguente deterioramento dell’habitat marino sono problemi gravi che oggi è necessario affrontare e risolvere.

Il rapporto 2022 curato dalla FAO e dalla General Fishing Commission for the Mediterranean mette in guardia: il 73% delle specie commerciali è ancora sovrasfruttato.

Inoltre, sebbene la pressione di pesca sia diminuita negli ultimi dieci anni, è ancora di due volte superiore a quella considerata sostenibile, ammesso che la pesca sostenibile esista.

Proteggiamo il 30% entro il 2030

Ad oggi diverse organizzazioni internazionali come, ad esempio, FAO e ONU propongono linee guida ai governi per contenere e ridurre i danni dell’impatto antropico sugli ecosistemi marini con accordi ed intese storiche come quella firmata il 4 Marzo 2023; 

Dopo quasi due decenni di negoziati, nella sera del 4 marzo a New York gli Stati membri delle Nazioni unite hanno concordato un Trattato globale per la tutela dell’alto mare che si propone di inserire entro il 2030 il 30% dei mari in aree protette, per salvaguardare e recuperare la natura marina. 

Anche il Mediterraneo è coinvolto in iniziative e progetti volti al raggiungimento dell’obiettivo 30×30.

Vogliamo sapere di più

L’iniziativa 30×30 Italia proposta da Worldrise Onlus, a cui partecipa anche Blue Conservancy, contribuisce allo sforzo internazionale indirizzato alla protezione di almeno il 30% dei mari entro il 2030, attraverso l’istituzione di aree marine protette.

Tuttavia, siamo convinti che per proteggere e pianificare piani di tutela per la biodiversità marina occorra conoscere concretamente e con precisione lo stato di salute delle zone da proteggere per agire in modo efficace.

Per questo con il progetto MABB (Marine Animals Biodiversity Bruv) saremo in grado di avere un quadro più chiaro dello stato di conservazione degli ecosistemi marini.

Cosa stiamo cercando?

Lo strumento Bruv ci consentirà di raccogliere dati osservando tutto quello che si trova sotto la superficie del mare, in ambiente pelagico e bentonico.

Le finalità progetto?

Un'area da proteggere molto importante

Per questo motivo abbiamo deciso di iniziare questo progetto di monitoraggio in una delle zone più importanti del Mediterraneo.

La costa ionica della Calabria, in particolare la “Costa dei Gelsomini”, è il più importante sito di nidificazione d’Italia per le tartarughe marine della specie Caretta caretta, e le acque antistanti le coste di Brancaleone sono un importante sito di accrescimento e foraggiamento per le giovani tartarughe.

Inoltre, le acque basse e ricche di praterie di posidonia costituiscono un habitat ideale per molte specie di pesci e altri organismi marini.

Raccogliamo testimonianze da decenni

Sono più di quindici anni che, grazia al lavoro svolto con il Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone, siamo sul territorio a contatto con pescatori e popolazione locale.

Diverse testimonianze di pescatori dilettanti e professionisti, ma anche di subacquei, attestano una evidente e marcata diminuzione della diversità e dell’abbondanza degli individui delle diverse specie negli ultimi anni;

l’obiettivo che ci siamo posti è quello di quantificare questa perdita e indagare sull’impatto delle principali cause. Su tutte, la pesca!

Ma cos'è il Bruv?

Per farlo ci serviremo del sistema BRUV; acronimo di “Baited Remote Underwater Video system”. BRUVs è un innovativo sistema di monitoraggio che permette di stimare i parametri di biodiversità della zona oggetto di studi.

Servendosi di un cavalletto su cui vengono montati una videocamera subacquea e un pasturatore è possibile filmare, ed in seguito identificare e contare, il numero di individui di ciascuna specie presente nelle zone limitrofe all’area dove viene calato il dispositivo.

Utilizzeremo due tipologie di Bruv: pelagico e Bentonico.

I numeri del 2023

I risultati della prima fase del progetto MABB (Marine Animals Biodiversity Bruv) ci restituiscono un quadro piuttosto preoccupante: dimensioni medie dei pesci molto basse e una presenza significativa di specie invasive.

24 sessioni di monitoraggio

La prima fase del progetto MABB termina con 24 sessioni di monitoraggio condotte entro le 2 miglia dalla costa, ad una profondità compresa tra 8 e i 16 mt, nella zona SIC (Sito Interesse Comunitario) Costa dei Gelsomini.

48 ore di registrazione

Per il monitoraggio abbiamo utilizzato apparecchiature GoPro installate su Bruv (Baited Remote Underwater Video Systems) auto costruiti e prodotto circa 48 ore di registrazioni, per oltre 1TB di materiale video.

31 specie ittiche censite

Nelle attività di monitoraggio abbiamo osservato 31 specie di pesce, di queste, la maggior parte autoctone dell’area interessata. Si è evidenziata la presenza massiccia di alcune specie termofile come il pesce Pappagallo.

Dimensioni medie osservate

Pur avendo riscontrato un discreto livello di ricchezza di specie, abbiamo notato una significativa diminuzione della taglia media di alcune specie, in particolare quelle commerciali, a indicare un forte prelievo.

L'impatto della pesca

Su 24 sessioni di monitoraggio la presenza di attrezzi da pesca è stata rilevata in 12 occasioni che corrisponde a circa il 50% dei casi. Da questo si evince che la pressione di pesca ha importanti ripercussioni sugli equilibri degli habitat monitorati.

250000 Mq monitorati

I rilievi sono stati effettuati nelle zone di secca del sotto costa nel basso Ionio reggino, situate all’interno del Parco Marino “Costa dei Gelsomini”, in Provincia di Reggio Calabria. Sono state monitorate 4 secche per una copertura totale di circa 250000 mq.

Unisciti al nostro equipaggio

Il progetto MABB sarà attivo anche nel 2024 con nuovi obiettivi e soluzioni tecniche migliorate per ampliare l’area di studio.

Report finale

Con i dati raccolti abbiamo realizzato un report tecnico per avere un quadro generale della situazione. Compila il form per scaricare il reporto o ricevere ulteriori informazioni per partecipare anche tu a questo progetto.

Aggiornamenti sul Progetto MABB

Si conclude la prima fase del progetto di monitoraggio della Biodiversità marina nel Parco Marino la Costa dei Gelsomini.
La riduzione della taglia o la scomparse di alcune specie, quindi la perdita di biodiversità, porterebbe inevitabilmente ad uno squilibrio che nel lungo periodo andrebbe distruggere un habitat di estrema importanza.
Il mare è uno dei pochi ambienti in cui il senso di onnipotenza e l’arroganza dell’uomo vengono sistematicamente ridimensionati.

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