Marine Animals Biodiversity Bruv

Ci preoccupiamo per gli ecosistemi del Mediterraneo e per questo abbiamo dato vita al progetto MABB (Marine Animals Biodiversity Bruv) per monitore lo stato di salute del mare attraverso la metodologia BRUV.

Proteggiamo la vita marina

Blue Conservancy è da sempre in prima linea nella protezione degli oceani. Da una semplice idea è nato un progetto di monitoraggio ambientale, con l’obiettivo di raccogliere dati utili a comprendere lo stato di salute di alcune aree specifiche del Mediterraneo.

Se anche tu vuoi far parte di questo progetto, partecipa alla Sea Turtles Experience 2025: vivrai un’esperienza unica nella salvaguardia delle tartarughe marine e degli ecosistemi costieri.

Gruppetto di saraghi ripreso durante una sessione di monitoraggio del Progetto Mabb stagioen 2024.

Perché questo progetto?

Sono molti i motivi per cui è importante monitorare gli ecosistemi marini: quali specie vivono nell’area? Qual è la loro abbondanza e quali sono le dimensioni medie? Quali sono i livelli di biodiversità? L’area monitorata è in salute o necessita di interventi di salvaguardia?

Queste sono solo alcune delle domande che guidano il nostro lavoro. Da due anni — e nel 2025 inizieremo il terzo anno di monitoraggio — raccogliamo dati attraverso la metodologia BRUV. Ma soprattutto, vogliamo proteggere il mare con interventi di conservazione mirati.

Impatto antropico senza precedenti

L’impatto generato dalle attività umane sugli ecosistemi marini di tutto il mondo, negli ultimi anni, ha raggiunto livelli preoccupanti. La perdita di biodiversità e il conseguente deterioramento dell’habitat marino sono problemi gravi che oggi è necessario affrontare e risolvere.

Il rapporto 2022 curato dalla FAO e dalla General Fishing Commission for the Mediterranean mette in guardia: il 73% delle specie commerciali è ancora sovrasfruttato.

Inoltre, sebbene la pressione di pesca sia diminuita negli ultimi dieci anni, è ancora di due volte superiore a quella considerata sostenibile, ammesso che la pesca sostenibile esista.

Proteggiamo il 30% entro il 2030

Ad oggi diverse organizzazioni internazionali come, ad esempio, FAO e ONU propongono linee guida ai governi per contenere e ridurre i danni dell’impatto antropico sugli ecosistemi marini con accordi ed intese storiche come quella firmata il 4 Marzo 2023; 

Dopo quasi due decenni di negoziati, nella sera del 4 marzo a New York gli Stati membri delle Nazioni unite hanno concordato un Trattato globale per la tutela dell’alto mare che si propone di inserire entro il 2030 il 30% dei mari in aree protette, per salvaguardare e recuperare la natura marina. 

Anche il Mediterraneo è coinvolto in iniziative e progetti volti al raggiungimento dell’obiettivo 30×30.

Vogliamo sapere di più

L’iniziativa 30×30 Italia proposta da Worldrise Onlus, a cui partecipa anche Blue Conservancy, contribuisce allo sforzo internazionale indirizzato alla protezione di almeno il 30% dei mari entro il 2030, attraverso l’istituzione di aree marine protette.

Tuttavia, siamo convinti che per proteggere e pianificare piani di tutela per la biodiversità marina occorra conoscere concretamente e con precisione lo stato di salute delle zone da proteggere per agire in modo efficace.

Per questo con il progetto MABB (Marine Animals Biodiversity Bruv) saremo in grado di avere un quadro più chiaro dello stato di conservazione degli ecosistemi marini.

Cosa stiamo cercando?

La tecnologia BRUV ci permette di contare, individuo per individuo, le specie presenti nell’area monitorata. Stiamo cercando prove che colleghino direttamente la pesca intensiva alla perdita di biodiversità nel Parco Marino Costa dei Gelsomini.

Un'area da proteggere molto importante

Per questo motivo abbiamo deciso di iniziare questo progetto di monitoraggio in una delle zone più importanti del Mediterraneo.

La costa ionica della Calabria, in particolare la “Costa dei Gelsomini”, è il più importante sito di nidificazione d’Italia per le tartarughe marine della specie Caretta caretta, e le acque antistanti le coste di Brancaleone sono un importante sito di accrescimento e foraggiamento per le giovani tartarughe.

Inoltre, le acque basse e ricche di praterie di posidonia costituiscono un habitat ideale per molte specie di pesci e altri organismi marini.

Raccogliamo testimonianze da decenni

Sono più di quindici anni che, grazia al lavoro svolto con il Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone, siamo sul territorio a contatto con pescatori e popolazione locale.

Diverse testimonianze di pescatori dilettanti e professionisti, ma anche di subacquei, attestano una evidente e marcata diminuzione della diversità e dell’abbondanza degli individui delle diverse specie negli ultimi anni;

l’obiettivo che ci siamo posti è quello di quantificare questa perdita e indagare sull’impatto delle principali cause. Su tutte, la pesca!

Ma cos'è il Bruv?

Per farlo ci serviremo del sistema BRUV; acronimo di “Baited Remote Underwater Video system”. BRUVs è un innovativo sistema di monitoraggio che permette di stimare i parametri di biodiversità della zona oggetto di studi.

Servendosi di un cavalletto su cui vengono montati una videocamera subacquea e un pasturatore è possibile filmare, ed in seguito identificare e contare, il numero di individui di ciascuna specie presente nelle zone limitrofe all’area dove viene calato il dispositivo.

Utilizzeremo due tipologie di Bruv: pelagico e Bentonico.

I numeri del 2024

Nel secondo anno di monitoraggio i numeri sono rimasti stabili e confermano quanto registrato nel 2023. I livelli di biodiversità risultano buoni, con 33 specie osservate, ma la taglia media degli individui resta inferiore alla norma. Tuttavia, dopo due anni di raccolta dati, abbiamo una comprensione più approfondita della situazione.

L'analisi del secondo anno di monitoraggio

Dopo due anni di monitoraggio all’interno del Parco Marino Costa dei Gelsomini e oltre 100 ore di registrazioni, abbiamo oggi un quadro della situazione molto più chiaro rispetto agli inizi.

Come si può osservare dalla carta nautica, l’area monitorata confina con una zona soggetta a intensa attività di pesca a strascico. Il tratto di costa tra Palizzi e Bianco, sul litorale ionico reggino, si sviluppa su un pianoro di depositi sabbiosi molto ristretto, che poi precipita rapidamente nelle profondità dello Ionio.

Questo significa che i pescherecci possono operare con lo strascico solo in quell’area adiacente al Parco Marino, riducendo drasticamente lo spazio disponibile per la riproduzione delle specie che vi abitano.

Uno dei principali fattori della riduzione della biodiversità in questo settore dello Ionio è proprio l’intensa pesca a strascico.

Confronto dei dati

Nella GIF animata è possibile osservare lo sforzo di pesca a da gennaio 2020 a dicembre 2024. I dati indicano un chiaro aumento dello sforzo di pesca nel 2024.

I dati raccolti evidenziano lo sforzo di pesca sul litorale Ionico Reggino. Questi sono raccolti da Global Fishing Whatching, un’organizzazione che si propone di promuovere la governance degli oceani attraverso una maggiore trasparenza delle attività umane in mare. 

Abbiamo scritto un articolo per approfondire sull’analisi dei dati e il confronto con questa piattaforma, lo trovi qui: Progetto MABB: analisi dei dati della stagione 2024

I numeri del 2023

I risultati della prima fase del progetto MABB (Marine Animals Biodiversity Bruv) ci restituiscono un quadro piuttosto preoccupante: dimensioni medie dei pesci molto basse e una presenza significativa di specie invasive.

24 sessioni di monitoraggio

La prima fase del progetto MABB termina con 24 sessioni di monitoraggio condotte entro le 2 miglia dalla costa, ad una profondità compresa tra 8 e i 16 mt, nella zona SIC (Sito Interesse Comunitario) Costa dei Gelsomini.

48 ore di registrazione

Per il monitoraggio abbiamo utilizzato apparecchiature GoPro installate su Bruv (Baited Remote Underwater Video Systems) auto costruiti e prodotto circa 48 ore di registrazioni, per oltre 1TB di materiale video.

31 specie ittiche censite

Nelle attività di monitoraggio abbiamo osservato 31 specie di pesce, di queste, la maggior parte autoctone dell’area interessata. Si è evidenziata la presenza massiccia di alcune specie termofile come il pesce Pappagallo.

Dimensioni medie osservate

Pur avendo riscontrato un discreto livello di ricchezza di specie, abbiamo notato una significativa diminuzione della taglia media di alcune specie, in particolare quelle commerciali, a indicare un forte prelievo.

L'impatto della pesca

Su 24 sessioni di monitoraggio la presenza di attrezzi da pesca è stata rilevata in 12 occasioni che corrisponde a circa il 50% dei casi. Da questo si evince che la pressione di pesca ha importanti ripercussioni sugli equilibri degli habitat monitorati.

250000 Mq monitorati

I rilievi sono stati effettuati nelle zone di secca del sotto costa nel basso Ionio reggino, situate all’interno del Parco Marino “Costa dei Gelsomini”, in Provincia di Reggio Calabria. Sono state monitorate 4 secche per una copertura totale di circa 250000 mq.

Unisciti al nostro equipaggio

Il progetto MABB sarà attivo anche nel 2025 con nuovi obiettivi e soluzioni tecniche migliorate per ampliare l’area di studio.