Che cos’è l’overfishing?
Con il termine overfishing – o sovra-pesca – si intende quel fenomeno, causato dalla pesca, quando la cattura di pesci e altri animali marini avviene a una velocità superiore alla loro capacità di riprodursi. In pratica, si pesca più di quanto il mare sia in grado di rigenerare. Il risultato? Popolazioni ittiche in rapido declino, habitat distrutti e catene alimentari compromesse.

Quali sono le conseguenze
Le conseguenze dell’overfishing sono molteplici e gravi. Uno dei primi effetti visibili è il collasso degli stock ittici: quando una specie viene pescata eccessivamente, rischia prima l’estinzione locale e, in casi estremi, anche la scomparsa a livello globale.
La sovra-pesca può inoltre alterare profondamente gli equilibri ecologici. La scomparsa di una specie chiave può innescare effetti a catena sull’intero ecosistema marino e causare un fenomeno noto come “fishing down the food web”. Con la progressiva scomparsa dei grandi predatori, assistiamo alla riduzione delle popolazioni di specie sempre più in basso nella catena alimentare.
L’aumento della pressione di pesca comporta anche un incremento delle catture accidentali, note come bycatch, che coinvolgono cetacei, squali e tartarughe marine. Solo nel Mediterraneo, ogni anno vengono catturati accidentalmente circa 10.000 cetacei, 100.000 squali e 150.000 tartarughe marine.
Un’altra grave conseguenza è il danneggiamento dei fondali marini, causato dall’uso di pratiche distruttive come la pesca a strascico o l’impiego di FAD (dispositivi di aggregazione del pesce), che alterano habitat fondamentali per la riproduzione e la crescita di molte specie.
Infine, le comunità costiere più vulnerabili, che vivono principalmente di pesca artigianale, subiscono danni diretti a causa della crescente scarsità di risorse ittiche. Mentre le flotte industriali, dotate di tecnologie avanzate, possono spostarsi ovunque nel mondo per soddisfare la domanda delle economie più ricche, i pescatori locali restano privi di mezzi e di pesce.

L’overfishing nel Mediterraneo
Il Mediterraneo, culla di biodiversità e di antiche tradizioni marittime, è oggi uno dei mari più sovrasfruttati al mondo. Secondo i dati della FAO, oltre l’80% degli stock ittici presenti nel Mediterraneo è sovrapescato. Alla pressione esercitata dalla pesca industriale — spesso illegale o non regolamentata — si aggiunge quella della pesca artigianale, rendendo la situazione ancora più critica.
Il Mare Nostrum è particolarmente vulnerabile a causa della sua conformazione chiusa e della superficie limitata. Inoltre, la densità della popolazione costiera è molto più alta rispetto a quella delle aree oceaniche, con una pressione demografica significativa sulle risorse marine.
A peggiorare ulteriormente il quadro contribuisce anche l’esportazione su larga scala del pesce mediterraneo verso molti Paesi del mondo, che riduce ulteriormente la disponibilità locale e aggrava il sovrasfruttamento delle specie ittiche.
Le specie più pescate nel Mediterraneo
Tra le specie più pescate e, in molti casi, sovra-sfruttate nel Mediterraneo troviamo il tonno rosso (Thunnus thynnus): nonostante i tentativi di regolamentazione, resta sotto pressione per l’elevato valore commerciale. Il Pesce spada (Xiphias gladius): soggetto a catture eccessive, spesso con attrezzi non selettivi.
Il pesce azzurro, acciuga (Engraulis encrasicolus) e sardina (Sardina pilchardus): base della catena alimentare, ma sempre più scarse. E tante altre specie come il nasello, lo scorfano, la triglia e polpo: spesso vittime della pesca a strascico, con gravi impatti sui fondali.

Quali possibili soluzioni
Contrastare l’overfishing non è affatto semplice. La richiesta di prodotti ittici nei mercati italiani ed europei è in continuo amento. Nonostante gli sforzi dell’Unione Europea, la situazione resta comunque particolarmente critica.
Per ridurre questo fenomeno serve un’azione coordinata e determinata, per aumentare le Zone marine protette: aree dove la pesca è limitata o vietata per permettere il ripopolamento delle specie.
Migliorare la tracciabilità del prodotto con filiere trasparenti, certificazioni ecologiche e attenzione al tipo di attrezzi utilizzati. Regolamentazioni e controlli più efficaci per fermare la pesca illegale e incentivare pratiche virtuose.
Educare e sensibilizzare per coinvolgere i consumatori a ridurre il consumo di pesce, soprattutto di quelle specie all’apice della catena alimentare, come i predatori apicali.
Il film documentario “Overfishing”
Nel 2022, Blue Conservancy ha realizzato il documentario “Overfishing” per raccontare questo fenomeno e sensibilizzare l’opinione pubblica. Abbiamo scelto di affrontare l’argomento nel modo più accessibile e diretto possibile, per aiutare le persone a comprendere la gravità e l’urgenza di questa problematica. Il documentario è disponibile gratuitamente sul nostro Canale YouTube.
Conclusioni
L’overfishing non è un problema lontano, ma una realtà che riguarda tutti noi. Ogni volta che scegliamo cosa mettere nel piatto, possiamo decidere se alimentare un sistema distruttivo o contribuire al cambiamento. Proteggere il mare significa proteggere la nostra stessa sopravvivenza. Solo con consapevolezza, rispetto e azione concreta possiamo restituire al Mediterraneo il suo antico splendore.
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